Di MAD 1, manga di Yusuke Otori pubblicato in Italia da Star Comics, mi interessa soprattutto una domanda: cosa può spingere una persona ad andare avanti quando ha perso ogni speranza?
Gli alieni hanno conquistato il pianeta e gran parte dell’umanità è stata annientata. Chi è rimasto cerca un posto sicuro, con la paura di essere raggiunto dagli invasori. In questo scenario troviamo John, un uomo che sembra non avere più un motivo per vivere.
È proprio lui l’aspetto che trovo più interessante. In una storia di sopravvivenza mi viene naturale chiedermi come i protagonisti riusciranno a salvarsi. Qui, prima ancora, mi chiedo quanto John desideri davvero farlo. La sua stanchezza dà un peso diverso al viaggio e rende la minaccia aliena solo una parte del problema.
A incuriosirmi è anche il rapporto con sua sorella Emma. In mezzo alla distruzione, il legame tra i due introduce qualcosa di concreto a cui aggrapparsi. Per me sono questi elementi a rendere coinvolgente un’ambientazione tanto disperata: avere qualcuno da proteggere può contare più della possibilità, ancora lontana, di trovare un rifugio.
Il misterioso segnale verso cui si dirigono i sopravvissuti aggiunge una domanda semplice ma efficace: ci sarà davvero qualcosa ad aspettarli? Mi piace questa idea di una speranza incerta, abbastanza forte da mettere in movimento le persone, ma incapace di offrire garanzie.
Da amante dell’horror, è soprattutto il senso di vulnerabilità ad attirarmi. Macerie, attacchi improvvisi e fughe costruiscono un mondo nel quale fermarsi significa esporsi al pericolo. La componente fantascientifica incontra così una paura molto immediata: essere braccati senza sapere dove andare.
La mia riserva riguarda proprio la premessa. Invasione aliena, superstiti e ricerca della salvezza sono elementi familiari; da soli non mi bastano. Quello che cerco in MAD è quindi soprattutto lo sviluppo di John e dei suoi legami, perché è lì che questa storia può trovare una voce riconoscibile.
Lo consiglierei a chi cerca un manga cupo, tra horror e fantascienza, e preferisce protagonisti fragili a eroi già pronti a reagire. Il motivo che mi spingerebbe a proseguire è John: vorrei capire cosa potrebbe restituirgli la voglia di vivere.
Consigliato da MangaJ
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